Filippo Agricola - Cortona Fine Arts

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FILIPPO AGRICOLA
(Roma, 12 aprile 1795 – Roma, 2 dicembre 1857)

MORTE DI CAMILLA
Matita nera
mm. 555 x 825

Iscrizione in basso a sinistra poco decifrabile (forse la misura in palmi) e poi: “Per il conte Giulio Rasponi di Ravenna”
Il disegno è preparatorio per il dipinto “Morte di Camilla”, posto su un soffitto di Palazzo Rasponi Murat di Ravenna. In basso a destra l’autore aveva predisposto l’ arma entro cui racchiudere lo stemma dei Rasponi.
Il conte Giulio Rasponi, desiderando abbellire il palazzo di famiglia iniziò nel 1820 una vera e propria ricerca volta ad individuare gli  artisti neoclassici idonei a realizzare il suo progetto.
La notizia ci viene riportata dall’accurata ricostruzione storica di Foschi (1), che attraverso esplorazioni d’archivio ed epistolari, ha ricostruito i rapporti tra Rasponi e gli artisti dell’epoca, spesso avvenuti con l’intermediazione  di altri aristocratici.
Fu Gordiano Perticari a suggerire in tre lettere (2) i nomi di Agricola e Wicar.
Il conte Rasponi affidò ad Agricola il dipinto per un soffitto del palazzo, avente per soggetto la virgiliana “Morte di Camilla”. Nel 1827 il dipinto fu collocato in loco con piena soddisfazione del committente: “fu descritto e lodato come l’avvenimento del giorno in un giornale romano in data 15 giugno 1827 in cui l’autore, che si firma solo colle iniziali A.C.  mette in evidenza come il pittore si fosse scrupolosamente documentato  per dipingere l’episodio della morte di Camilla, attraverso i versi di Virgilio” (3).
La scena del disegno e del dipinto relativo illustra la morte di Camilla, principessa dei Volsci,  che all’arrivo di Enea nel Lazio lo contrastò con ogni mezzo. Con la morte di Camilla, colpita da un giavellotto scagliato da Arunte, inizierà la sconfitta degli eserciti laziali, che segnerà l’inizio del regno di Enea in Lazio.
Note:
(1) U.Foschi, Case e famiglie della vecchia Ravenna, a cura della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna S.p.A., Ravenna 1983, p.191
(2) La prima, datata 2 ottobre 1820, la seconda datata  5 dicembre 1821 e la terza del      9 febbraio 1822, citate nel testo di  D.Domini- L.Martini- G.Viroli, Ravenna Segreta. I volti nascosti della città tra Seicento e Ottocento, Ravenna 2002, p. 121.
(3) Riportato  nel testo di  D.Domini- L.Martini- G.Viroli, Ravenna Segreta. I volti nascosti della città tra Seicento e Ottocento, Ravenna 2002, p. 122.

Bibl:
U. Foschi, Case e famiglie della vecchia Ravenna, 1970 e 1983 a cura della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna S.p.A., Ravenna 2001
D.Domini- L.Martini- G.Viroli, Ravenna Segreta. I volti nascosti della città tra Seicento e Ottocento, Ravenna 2002


 

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