Pagina 185 - Cortona Fine Arts

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Disegni e incisioni dal 500 all'800 (con qualche rarità)

Ancora una sorpresa per l'affezionata, e sempre più esigente, clientela di Enrico Cortona, che, nella nuova sede di corso Monforte 38 (dal tono che richiama le ben note gallerie londinesi Agnew o Heim), espone una sessantina di disegni e incisioni scelti con grande accuratezza e straordinario amore della scoperta. Fra i disegni, per lo più barocchi, vorremmo almeno  segnalare la "Sacra Famiglia" del Cavedoni (15771660) così ludovichiana, non certamente inferiore alle versioni del Louvre, del Prado e dell'Albertina di Vienna; e, per rimanere in ambito bolognese, lo straordinario "Vecchio seduto" del Guercino (1591-1666), realizzato con tratto incisivo e a volte evanescente della penna, uno degli esempi tecnicamente più alti raggiunti dal maestro di Cento. Da collocare in pieno Settecento le due scene mitologiche, condotte con grande abilità e decisamente decorative, del Pedrini e di Gaetano Gandolfi; e ancora due composizioni del Monti, così dissimili nella tecnica e nella resa finale, ma che evidenziano di più le molteplici risorse del pittore.
Una vera rarità è rappresentata dal "Vescovo" da assegnare con certezza ad Andrea Lilio, finalmente meglio conosciuto dopo la mostra di Ancona; e la "Scena di genere" di Francesco Castiglione, così sottile da gareggiare con gli esempi più alti di Giovanni Benedetto (più noto come il Grechetto). E che dire dello spaccato assonometrico di Padre Pozzo per la chiesa di S. Ignazio a Roma? Una vera delizia per gli architetti collezionisti. Fra le incisioni, in gran numero superiore, il famosissimo "Uomo disperato" di Dürer (primo stato); cinque fogli del cremonese Caletti, la cui attività disegnativa è stata messa a fuoco solo di recente; due vedute veneziane inedite del Marieschi, ed esempi, sempre in perfette condizioni conservative, del Castiglione, Della Bella, Parmigianino, Tiepolo.
Una mostra che si raccomanda per l'alta qualità dei disegni e delle incisioni e, congiuntamente, per la rarità di alcuni esemplari, Non sempre succede di unire, al piacere dell'ammirazione di un'opera, anche il piacere della scoperta.

Mario di Giampaolo

Antiquariato, N.75. Ottobre 1986

 

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