Recensioni - Cortona Fine Arts

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Squisiti "fogli" per collezionisti -amatori di disegni antichi

Enrico Cortona, uno dei più seri e affermati antiquari raccoglitori di disegni antichi di Milano, apre, in previsione delle feste natalizie, una mostra assai interessante e notevole anche sotto il profilo scientifico. Sono fogli raccolti amorosamente, durante lunghe ricerche; circa una quarantina di disegni, che spaziano dal primo Cinquecento alla fine dell'Ottocento, con presenze assai importanti, come una bella "Santa Caterina' del milanese cinquecentesco Aurelio Luini, due 'Figure allegoriche" del coevo bolognese Orario Samacchini, un importante 'San Giovanni in Patmos" di Carlo Francesco Nuvolone, un artista del Seicento lombardo sempre più rivalutato.
FOGLI DA DISEGNO

Quattro secoli di grafica italiana in una mostra allestita negli spazi della galleria di Enrico Cortona. Sono trentacinque disegni antichi, tutti inediti e ripartiti per lo più fra l'area lombarda, quella bolognese, romana, napoletana e veneta, in un arco di tempo che va dal XVI al XIX secolo. Si parte con un foglio del pittore faentino Ferraù Fenzoni (1562-1645), una grande Deposazione che è servita da bozzetto preparatorio del dipinto conservato nella Pinacoteca di Faenza, per arrivare ad uno studio del pittore neoclassico Felice Giani o ad un acquerello del bellunese Ippolito Caffi (1809-1866).


Disegni e incisioni dal 500 all'800 (con qualche rarità)

Ancora una sorpresa per l'affezionata, e sempre più esigente, clientela di Enrico Cortona, che, nella nuova sede di corso Monforte 38 (dal tono che richiama le ben note gallerie londinesi Agnew o Heim), espone una sessantina di disegni e incisioni scelti con grande accuratezza e straordinario amore della scoperta. Fra i disegni, per lo più barocchi, vorremmo almeno  segnalare la "Sacra Famiglia" del Cavedoni (15771660) così ludovichiana, non certamente inferiore alle versioni del Louvre, del Prado e dell'Albertina di Vienna; e, per rimanere in ambito bolognese, lo straordinario "Vecchio seduto" del Guercino (1591-1666), realizzato con tratto incisivo e a volte evanescente della penna, uno degli esempi tecnicamente più alti raggiunti dal maestro di Cento. Da collocare in pieno Settecento le due scene mitologiche, condotte con grande abilità e decisamente decorative, del Pedrini e di Gaetano Gandolfi; e ancora due composizioni del Monti, così dissimili nella tecnica e nella resa finale, ma che evidenziano di più le molteplici risorse del pittore.
Una vera rarità è rappresentata dal "Vescovo" da assegnare con certezza ad Andrea Lilio, finalmente meglio conosciuto dopo la mostra di Ancona; e la "Scena di genere" di Francesco Castiglione, così sottile da gareggiare con gli esempi più alti di Giovanni Benedetto (più noto come il Grechetto).
Andar per disegni

MILANO — La raccolta di «Disegni d'antichi maestri» messa assieme ed esposta da Enrico Cortona (Piazzetta della Guastalla, n. 5, fino al 10 aprile) parte da un «Ercole» del grande Beccafumi (1486 - 1551) e si chiude su di un «Gruppo di pastori fra rovine» del Bison (1762-1844); quanti amano l'arte grafica avranno, lungo questi due estremi, di che vedere, riflettere, discutere e ammirare. Così, da parte nostra, ci limiteremo a dar notizia di tre fogli che, per più sensi, interessano direttamente la cultura lombarda; e perché, neppure a farlo apposta, risultano fra i più acuti e indimenticabili di tutta la rassegna.
 

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