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Galleria Cortona Wunderkammer
WUNDERKAMMER

La curiosità per il nuovo e il diverso, ecco cosa ha spinto l’uomo a creare le Wunderkammer, dei veri e propri microcosmi in una stanza, capaci di incantare e stupire con proposte tanto inedite quanto stravaganti.
Il XVI secolo, con il suo interesse enciclopedico, vede fiorire una moltitudine di queste “stanze delle meraviglie” patrocinate da collezionisti e mecenati che facevano arrivare oggetti, esemplari e manufatti da tutto il mondo per poter incuriosire i loro ospiti.
Li chiamavano Mirabilia, alla latina, cioè “oggetti stravaganti”. Raccolte di curiosità provenienti dal mondo animale, minerale o vegetale, i cosiddetti Naturalia, che andavano dai denti di narvalo ai semi più esotici, dai fossili alle conchiglie rare. Ancora più originali erano invece gli Artificialia, invenzioni chimeriche, assemblage di corpi animali che sfociavano nella creazione di creature mitiche o fantastici, frutto dell’estro dell’esecutore.
Mentre le nuove scoperte geografiche andavano di pari passo con lo studio e la traduzione dei classici della letteratura greca e latina, in Europa furono inaugurati i primi musei naturalistici  e i primi orti botanici: a Rodolfo II d’Asburgo va il merito di aver fatto realizzare a Praga una Wunderkammer straordinaria, seguito poi da Ferrante Imperato, che  a Palazzo Gravina a Napoli organizzò un Museo naturalistico all’epoca all’avanguardia, che riuscì a riunire sotto la sua egida una vera e propria rete internazionale di studiosi da tutto il Vecchio Mondo.
Nel XVII secolo i criteri di raccolta e di esposizione delle Wunderkammer divennero più rigorosi, l’analisi e la comparazione dei reperti realizzato con maggiore scientificità: Galileo e la scienza sperimentale avevano lasciato il segno.
Il meneghino Manfredo Settala, straordinario personaggio, animato non solo dal “fuoco” del collezionismo, ma anche da una curiosità scientifica insaziabile (analizzava i reperti raccolti, li studiava, li catalogava) teneva frenetici contatti con i mercanti provenienti da terre lontane, coi missionari, con scienziati di altri Paesi. Lui stesso progettò e realizzò strumenti scientifici. La sua idea di pubblicare il catalogo del Museo rese accessibile a molti la raccolta.
Il XVIII secolo fu poi epoca di grandi mutamenti sociali: le scoperte geografiche, le migrazioni, gli scambi commerciali si intensificarono cambiando la percezione del mondo. Il gusto della raccolta di oggetti straordinari acquisì una connotazione sempre più scientifica: l’Illuminismo minava i pregiudizi più radicati del mondo occidentale e si apriva alla riconsiderazione dei postulati della conoscenza. Le Wunderkammer di questo secolo raccolgono ed esaminano oggetti con libertà nuova: diventano fonte di studio approfondito i popoli con le loro usanze, il mondo preistorico, persino i metalli. È nella sua “Methalloteca Vaticana” che Michele Mercati raccoglie dati su  minerali e marmi sancendo il principio che anche l’aspetto “inanimato” della natura presenta sorprendente ricchezza. Pubblicato nel 1717,  il testo amplia le conoscenze sulla paleontologia, cataloga reperti preistorici, dà nuova spinta agli studi etnografici.
Esistono ancora oggi estimatori della Wunderkammer? Noi pensiamo di sì: la curiosità umana trova sempre nuovi ambiti di esplorazione. Oggi Damien Hirst costruisce opere con animali immersi in formaldeide o farfalle tropicali in diorama. È forse questa l’odierna versione della Wunderkammer antica?

Enrico Cortona

Luuk Magazine, Anno 1, Numero 1, Febbraio 2017

La Wunderkammer della Galleria Cortona
 

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