San Gerolamo scrivente
Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino
(Cento 1591 – Bologna 1666)
- 1632-1638 ca.
- Sanguigna su carta vergata
- 285 mm x 220 mm
Ricco di passaggi virtuosistici a sanguigna che definiscono la pelle segnata dall'età, i capelli fluenti e la luce che si riflette sul panneggio, questo foglio splendidamente conservato della maturità del Guercino mostra un'insolita composizione raffigurante un San Girolamo seminudo in un paesaggio. Seduto davanti a un tavolo con un grande libro e un semplice calamaio, Girolamo solleva la penna d'oca nella mano destra, interrompendo la scrittura per consultare uno dei testi biblici che sta traducendo in latino per la Biblia vulgata. Presbite, tiene in alto la pagina con il braccio sinistro drammaticamente teso verso la parte superiore destra della composizione per poter leggere. Questo gesto meravigliosamente umano anima la scena, creando una dinamica diagonale che ha origine nell'angolo inferiore sinistro. Ciò che potrebbe essere iniziato come un tocco di naturalismo ha generato un effetto secondario: lo sguardo rivolto verso l'alto e l'elevazione del foglio infondono un senso di riverenza e ispirazione.
Quando questo intenso disegno si trovava presso la galleria Stanza del Borgo nel 1988, Sir Denis Mahon, che lo accettò come autografo, datò il foglio intorno al 1632 (1). Ciò appare del tutto plausibile, sebbene io ritenga che l'arco cronologico potrebbe facilmente essere esteso di qualche anno, data l'esistenza di opere simili databili fino al 1638 ca.
Leggermente meno rifinito rispetto al presente foglio — quest'ultimo forse concepito come opera d'arte indipendente — è uno studio preparatorio a sanguigna conservato nella Royal Library di Windsor raffigurante un Giovane con le braccia tese verso destra (Fig. 1), eseguito per la tela del Guercino (oggi non rintracciata) con Apollo che scortica Marsia del 1637.La composizione di quest'ultima, che mostra due figure a mezza figura, è nota attraverso quella che è probabilmente una copia dipinta (2).
Pressoché dello stesso momento è uno studio a sanguigna, già nella collezione del duca Roberto Ferretti di Castelferretto (Fig. 2), per la figura di San Paolo Eremita nella celebre pala d'altare del Guercino nella chiesa di Sant'Agostino a Roma, raffigurante Sant'Agostino, San Giovanni Battista e San Paolo Eremita (3). I pagamenti per quest'opera si sono protratti dal 2 gennaio 1637 al 7 maggio 1638. Sebbene non sia un disegno rifinito o vigoroso come la presente opera, lo studio per il Paolo Eremita mostra, cionondimeno, un approccio simile nel trattamento del torso, della testa (anch'essa rivolta verso l'alto) e del panneggio, il quale crea a sua volta splendidi passaggi sfruttando le riserve della carta bianca.
(1) Bareggi 1988, pag. 26: “Sir Denis Mahon data il disegno dopo il periodo romano dell’artista, al 1632 ca.”
(2) Per il disegno (265 x 207 mm; inv. 2842) e la relativa commissione, si veda Nicholas Turner e Carol Plazzotta, Drawings by Guercino from British Collections, cat. mostra, British Museum, Londra, 1991, pag. 142, n. 116; e Nicholas Turner, The Paintings of Guercino. A Revised and Expanded Catalogue Raisonné, Roma: Ugo Bozzi, 2017, pag. 524, n. 234.
(3) Venduto da Christie's, Londra, 2 luglio 1996, lotto 130, dove fu acquistato da Jeffrey E. Horvitz; la sua vendita da Sotheby's, New York, 23 gennaio 2008, lotto 53; e Sotheby's, New York, 28 gennaio 2015, lotto 61. Il testo online per la vendita del 2015 attesta che l'attribuzione del foglio e la sua correlazione con la pala d'altare di S. Agostino sono state formulate da Sir Denis Mahon.
Silvana Bareggi, Antichi disegni dal XVI al XIX secolo, Stanza del Borgo, cat. mostra, Milano, 1988, p. 26, ill. p. 27.