Questa intrigante Testa di donna anziana addolorata di profilo proviene dalla rinomata collezione Dubino Hoepli a Milano ed è apparsa sul mercato antiquario nei tardi anni settanta con un’attribuzione al pittore milanese Daniele Crespi (1597/1600-1630). Sebbene la tecnica esecutiva sia distante dal distintivo uso crespiano della pitranera, l’indicazione trova una ragion d’essere nella presenza di simili teste espressive di donne anziane in alcuni dipinti del maestro: si vedano, ad esempio, la Nascita della Vergine a Gallarate (Museo della basilica di Santa Maria Assunta), il San Giovanni Battista a Milano (chiesa di Sant’Alessandro) o la Salomé passata sul mercato antiquario nel 2001.

Il gusto per l’esasperazione delle espressioni facciali, vicino al mondo della burla e della caricatura, può in effetti richiamare la tradizione lombarda delle caricature di Leonardo da Vinci. Nel corso del sedicesimo, diciassettesimo e perfino diciottesimo secolo, tuttavia, l’interesse per questo soggetto era forte anche in altri centri come Napoli (le caricature di Ribera), Roma e Bologna, come messo in luce dalla cosiddetta Testa di Seneca scolpita dal giovane Guido Reni nel 1600-1603 (Roma, Palazzo Venezia) and presa a modello da generazioni di artisti (figg. 1, 2).

Il riferimento al Seneca non è casuale. Il forte tratteggio a chiaroscuro sulla sinistra del foglio, l’insistita linea di contorno del profilo, la lumeggiatura a gesso e gli occhi vuoti suggeriscono che il disegno non sia basato su una persona reale, ma su una scultura, possibilmente un bronzo o una terracotta ispirato alle popolari rappresentazioni tardoantiche di donne anziane. Forti somiglianze possono essere trovate, ad esempio, con il più tardo modello del cosiddetto Busto di una parca di Edimburgo e Budapest (The National Galleries of Scotland / Museum of Fine Arts), giù attribuito ad Antonio Montauti and ora assegnato a un artista italiano del diciottesimo secolo.

Questo disegno, grande al naturale e magistralmente schizzato da una mano esperta, impressiona l’osservatore con la forza dell’espressione e la qualità esecutiva. Il parallelo con gli studi basati sul Seneca di Reni potrebbe suggerire un contesto bolognese seicentesco – un’ipotesi che, per il momento, deve rimanere necessariamente aperta.

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