Intensi studi su carta azzurra, a gesso rosso o nero, con rialzi di bianco - di teste, mani, gambe, drappeggi, a volte di figure intere -, sono una prerogativa del modo di lavorare di Giambattista Tiepolo fin dal 1742 circa, in preparazione di sempre più complessi e ampi affreschi o dipinti su tela.
L’acuta penetrazione psicologica del personaggio, descritto con tratti forti e sicuri di gesso nero, illuminati di bianco, che rilevano impietosamente la decadenza senile, suggerisce uno studio dal vero. La rara ripresa frontale e lo sguardo diretto, come anche l’accurata caratterizzazione fisiognomica, accumunano il foglio al delicato ritratto del secondogenito dell’artista, Lorenzo Tiepolo (1736-1776), eseguito attorno alla metà degli anni Quaranta (Fondation Custodia, Parigi). La piccola gorgiera fa pensare al progettato utilizzo in una scena in costume, in particolare per gli affreschi della Villa Contarini a Mira, del 1745, ora al Musée Jacquemart-André, Parigi, che ricordano il passaggio per Venezia nel luglio 1574 del re di Francia Enrico III, in fuga dalla Polonia.
Il pittore triestino miniaturista Domenico Bossi, di successo in Europa, studiò all’Accademia di Venezia sotto la direzione di Giovanni Domenico Tiepolo (1727-1804). La sua ampia collezione di disegni, dispersa ad un’asta di Stoccarda nel 1882, conteneva numerosi fogli dei Tiepolo a gesso nero o rosso con tocchi di bianco su carta azzurra, tra cui due studi preparatori di Giovanni Battista per gli affreschi della villa Contarini, chiosati nel verso come questo.
Letteratura
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Venezia, 18 febbraio 2024
Bozena Anna Kowalczyk