Il foglio, tradizionalmente dato a Giulio Benso, presenta un’attribuzione non convincente; alla luce di più approfondite indagini stilistiche e confronti puntuali, esso è stato ricondotto all’ambito senese e, più precisamente, restituito a Pietro Sorri. Un confronto significativo può essere proposto con il foglio preparatorio per il Purgatorio conservato presso la Pinacoteca Nazionale di Siena (1), nel quale si riscontrano analoghe caratteristiche grafiche: il tratto nervoso e aggrovigliato, nonché le ampie campiture di acquarellatura, elementi distintivi della pratica disegnativa dell’artista, formatosi nell’ambito di Domenico Passignano.

(1) Marco Ciampolini, Pittori senesi del 600, Siena 2010, vol. III, pag. 837.

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