Il foglio raffigura uno studio di mano in scorcio, caratterizzato da una resa volumetrica solida e da un attento controllo del chiaroscuro. La modellazione per campiture morbide e sfumate, unite a un segno essenziale ma sicuro nel definire i contorni strutturali, rimanda alla praticaaccademica dell’Italia centrale tra la fine del XVI e il primo XVII secolo.

L’interesse per la costruzione plastica delle forme e per l’osservazione direttadel naturale suggerisce un ambito toscano-romano, con possibili affinità conla cerchia fiorentina legata all’eredità di Federico Barocci e dei suoi seguaci, o a contesti accademici prossimi alla scuola dei Carracci.

L’opera si propone pertanto come studio di bottega o di artista attivo tra tardo manierismo e primo naturalismo seicentesco.

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