Il segno delicato e continuo del foglio in esame, unito a un chiaroscuro soffuso e a un’impostazione idealizzata del volto, rimanda più in generale all’ambito della cultura figurativa genovese tra la fine del XVII e gli inizi del XVIII secolo, all’interno della quale si collocano le esperienze degli artisti Domenico Piola e Gregorio De Ferrari.

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