Natura morta con animali da cortile, cavie e piccioni
Domenico Guidobono
(Savona 1668 – Napoli 1746)
- Olio su tela
- 96 cm x 121 cm
Il dipinto presenta una storia attributiva particolarmente complessa. Già appartenente alla collezione del principe Argoutinsky fino al 1941, fu esposto all’Esposizione di Bruxelles del 1929 come opera di Christoffel Puytlinck, in virtù del suo impianto compositivo e del gusto nordicizzante che richiamano la tradizione fiamminga (1). Nel 1984 ricomparve sul mercato presso Finarte con attribuzione ad Anton Maria Vassallo, riconducendolo così all’ambito della natura morta genovese (2). Successivamente, mentre l’opera risultava di ubicazione sconosciuta, in un capitolo della monografia sull’artista a cura di Mary Newcome, Anna Orlando ne propose la corretta attribuzione a Domenico Guidobono, riprendendo i suoi studi precedenti che ne avevano già ipotizzato la paternità (3). Nonostante ciò, nel 2025 il dipinto passò in asta presso Dorotheum con la precedente attribuzione a Puytlinck e, nel 2026, da Lucas a Milano come opera di Franz Werner Tamm (4). In definitiva l’opera va riferita a Domenico Guidobono, pur trattandosi di un soggetto relativamente raro nella sua produzione, elemento che ha probabilmente contribuito alle reiterate oscillazioni attributive.
(1)E. Zarnowska, La nature-morte Hollandaise. Les principaux représentants, ses origines, son influence, catalogo della mostra, Bruxelles 1929, pag. 23, cat. n. 78, tav. 52.
(2) Finarte, Roma, 20 novembre 1984, Dipinti antichi dal XV al XVIII secolo, lotto 133.
(3) M. Newcome Schleier, Bartolomeo e Domenico Guidobono, Torino 2002, pag. 141, NM14. A. Orlando, Le ‘nature morte animate’ del Seicento Genovese, in Fasto e rigore. La natura morta nell’Italia Settentrionale dal XVI al XVIII secolo, catalogo della mostra a cura di G. Godi, Milano 2000, pagg. 13-25.
(4) Dorotheum, Vienna, 25 giugno 2025, lotto 101 come Christoffel Puytlinck. Lucas, Milano, 17 febbraio 2026, lotto 96 come Franz Werner Tamm.
A. Orlando 2000, pag. 21, fig. 13.