Antiquariato - Passione di famiglia

La parola agli antiquari

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Nel cuore di Milano, il giovane Federico Cortona porta avanti l’attività fondata dal padre negli Anni 70 e tratta disegni dal Rinascimento al Neoclassicismo, dipinti antichi, ceramiche e sculture.

Antiquariato – Novembre 2020, numero 475
Antiquariato – Novembre 2020, numero 475

Quando in Italia si incontra una realtà antiquaria con una dichiarata predilezione per le opere su carta, e segnatamente per il disegno (il bisticcio è voluto!), si ha la sensazione di essere approdati in un’oasi. In un’oasi felice. Purtroppo il nostro Paese, lo abbiamo ripetuto più e più volte, vive uno stato di perenne arretratezza rispetto all’apprezzamento e allo studio dei materiali cartacei. Entrando negli spazi milanesi della galleria di Enrico e Federico Cortona, padre e figlio, si respira subito un’aria diversa, speciale. Si capisce d’emblée che c’è qualcosa di felicemente anomalo nel loro modo di concepire il mestiere.

«Carte e dipinti, sculture e miniature si trovano all’interno delle stanze della galleria-studio dei Cortona posti in uno “sparpagliato disordine ragionato” tipico forse più dell’accanito collezionista che del gallerista moderno. Oggetti che testimoniano la ricerca, il tempo dedicato alla loro analisi anche tramite il confronto e lo scambio tra studiosi, collezionisti e colleghi antiquari», osserva lo storico dell’arte Luca Fiorentino nell’introduzione al bel catalogo The power of drawings (Edifir, 2020), da lui curato per la mostra aperta dal 6 al 21 novembre alla Cortona fine art, in corso Monforte 38.

Ricerca eclettica

L’esposizione propone un confronto filologico tra una ventina di fogli antichi. All’interno di un corpus attentamente scelto spiccano una fascinosissima Scena di stregoneria di Domenico Guidobono e un paio di disegni di Giambattista Tiepolo, dei quali uno preparatorio per Palazzo Clerici a Milano, senza dimenticare i nomi illustri di Cambiaso, Gandolfi, Appiani, o di Pelagio Palagi.

«Questo catalogo», spiega Federico Cortona, «vuole essere la testimonianza della costante e selettiva ricerca che la nostra galleria affronta giornalmente. Seguendo le orme di mio padre Enrico, sono intenzionato a incrementare la nostra presenza nel campo del disegno, migliorando costantemente la qualità delle opere».

In realtà non si tratta del primo lavoro sistematico della galleria, documentato da un catalogo d’impegno: «No, certo», precisa Federico, «abbiamo voluto recuperare una tradizione della galleria risalente agli anni ottanta, allorché furono dati alle stampe tre cataloghi dedicati esclusivamente al disegno antico, testimonianza dell’interesse che da sempre riserviamo alla grafica».

Questo catalogo in verità recupera una tradizione della galleria, ma lo fa ripartendo con un corso tutto nuovo, dal taglio critico-editoriale più moderno, aggiornato, atto anche a riallacciare un forte rapporto con l’estero, in particolare con Francia, Germania, Inghilterra e Stati Uniti, che oggi rappresentano il mercato di riferimento. L’idea dei Cortona sarebbe quella di far uscire un volume all’anno, aprendosi gradualmente al disegno antico europeo, oltreché a quello dell’Ottocento e del Novecento.

Conoscenza e valorizzazione

Per Federico, presente in galleria da circa un lustro, il discorso sul disegno parte da un intenso trasporto personale, non potrebbe essere altrimenti; ed è un discorso di conoscenza e valorizzazione, non solo commerciale. Tale trasporto si diceva, ha una radice familiare.

Gli chiediamo, allora, di accompagnarci un po’ alle origini della loro storia: «Mio padre Enrico, figlio di un medico e di una casalinga, inizia a occuparsi di oggetti antichi grazie a una serie di incontri fortuiti con alcuni antiquari, che lo introducono ai segreti del mestiere. Si appassiona subito e la passione si trasforma in un vero lavoro. Cresce, insomma, sul campo, da autodidatta».

I primi oggetti trattati? «Le incisioni di artisti veneti del XVII e XVIII secolo, all’epoca commercialmente piuttosto in voga. Siamo agli albori: con una cartella sotto il braccio, letteralmente, mio padre inizia piano piano a costruire un complesso tessuto di relazioni e amicizie professionali, principalmente nel Nord Italia. Tutto ciò fino alla prima metà degli Anni 70, finché decide di stabilirsi nei locali di piazzetta della Guastalla, in centro a Milano, dietro al tribunale».

In piazzetta della Guastalla comincia un percorso “ufficiale” di crescita, fatto di frequenti viaggi all’estero e di fertili rapporti con i musei. Oltre al disegno italiano dal tardo Rinascimento al Neoclassicismo non avanzato, gli interessi della galleria si estendono alla maiolica antica nostrana, alla pittura e alla scultura (in pietra e lignea, ma specialmente in terracotta, grande amore di Enrico e Federico).

Al termine degli Anni 80, infine, l’attività si amplia negli ambienti attuali di corso Monforte, che tra l’altro custodiscono una cospicua biblioteca di fonti di storia dell’arte, non di rado consultata da storici specialisti e istituzioni museali.

Articolo originariamente pubblicato su Antiquariato – Numero 475 Novembre 2020.